In questo numero ci occuperemo dei capitoli 7-9 del Vangelo di Luca (più esattamente di Lc 7,1-9,50). Chi è mai Gesù? È la domanda di fondo che emerge da questa sezione del vangelo, come ci spiega C. Broccardo nell’articolo introduttivo nel quale egli riassume e presenta l’intera sezione. Si tratta, del resto, proprio di ciò che Gesù stesso chiede ai suoi discepoli in 9,20: «E voi, chi dite che io sia?». Scopriamo così, attraverso il racconto dell’evangelista, che Gesù è veramente colui che salva l’uomo, un Messia ancora più grande di quello che si aspettava il Battista (cf. 7,22).
Come sempre, ci fermeremo più in dettaglio soltanto su alcuni episodi emblematici di questa sezione del terzo Vangelo. Il primo di questi episodi è la guarigione del servo del centurione a Cafarnao (7,1-10); qui scopriamo con stupore la grande fede di un pagano (cf. la presentazione del personaggio del centurione proposta da A. Guida). Nell’episodio che segue, quello della guarigione del figlio della vedova di Nain (7,11-17), scopriremo ancora che Gesù è l’autore della vita, un grande profeta che ha visitato il suo popolo (M. Crimella). Gesù infrange qui le barriere della purità che impedivano di toccare un morto, distrugge il limite stesso tra vita e morte (cf. anche il racconto della risurrezione della figlia di Giairo in 8,49-56) e vince così la paura che attanaglia gli uomini.
Lasciando da parte l’episodio relativo a Giovanni il Battista (Lc 7,18-35), G. Benzi metterà poi in luce un celebre testo lucano: la peccatrice perdonata (7,36-50); da questo straordinario racconto nasce una domanda provocante: viene prima l’amore o il perdono? Questo episodio ci aiuta a scoprire come l’atteggiamento di Gesù nei confronti del peccato degli uomini crei scandalo, specialmente in quei personaggi troppo legati agli schemi di una tradizione religiosa ritenuta infallibile, come avviene per il fariseo Simone.
Il c. 8 si apre con un piccolo brano relativo alle donne che seguono Gesù (8,1-3); è questa l’occasione per parlare del rapporto molto speciale che nella prospettiva offertaci da Luca lega Gesù alle donne (F. Mosetto), protagoniste, nella loro ritrovata dignità, di un rapporto personale e profondo con il Salvatore. Lasciando, poi, da parte gli altri episodi dei cc. 8 e 9 ci concentreremo su un testo particolarmente significativo, non solo nell’economia del Vangelo di Luca, ma dell’intera esperienza cristiana: la trasfigurazione (9,28-36). L’articolo di G. De Virgilio ci aiuterà a comprendere gli aspetti peculiari messi in luce da Luca in questo racconto, nel quale Gesù si rivela come il Figlio che il Padre ha inviato agli uomini.
L’apparizione, accanto a Gesù, di Mosè ed Elia ci fornisce, infine, l’occasione per occuparci, in questo numero, del rapporto che Luca mostra di avere con la Bibbia d’Israele in tutto il suo Vangelo e approfondire così il tema del legame tra i due Testamenti (P. Tremolada).
Nella seconda parte del fascicolo la scheda biblica affronta l’episodio della vedova di Nain S. Noceti), mentre le rubriche mettono a fuoco alcuni aspetti rilevanti del Vangelo di Luca: l’interessante ruolo delle figure femminili nella letteratura sapienziale (S. Pinto), le possibili somiglianze della narrazione lucana con i romanzi ellenistici (M. D’Agostino) e l’opera significativa di Conzelmann che ha inaugurato lo studio della redazione del terzo Vangelo (M. Crimella). Come di consueto il numero termina con l’intervento dedicato all’Apostolato biblico (S. Bulgarelli) e la Vetrina dei suggerimenti bibliografici (C. Doglio). Particolarmente suggestiva, infine, è l’interpretazione della trasfigurazione di Gesù nel catino absidale di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna (M. Panzanini).