L’orizzonte di questa lunga e complessa parte del Vangelo di Matteo che va dal capitolo 13 al capitolo 17, nella quale si alternano parti discorsive, narrazioni ed episodi salienti della vita di Gesù, e della morte del Battista, è certamente quello dell’annuncio della croce, connesso al “rifiuto” e all’incomprensione di cui Gesù è stato oggetto. È proprio su questo orizzonte che si staglia l’annuncio da parte di Gesù di un “regno” che non corrisponde affatto alle attese messianico-politiche del giudaismo del suo tempo.
Tale dimensione di “novità” è sullo sfondo del capitolo 13, dove si narra l’incapacità delle folle di comprendere l’insegnamento in parabole di Gesù che annuncia il “regno” come un’occasione unica nella vita e una scelta radicale, incapacità che si rispecchia nel rifiuto di Gesù da parte dei suoi compaesani a Nazaret. Si tratta di una specie di “portale” che introduce appunto al tema del fallimento, e della croce, consapevolmente affrontati e abbracciati da Gesù. Il racconto del martirio di Giovanni Battista (14,3-12) prosegue proprio in questa linea: la sua stessa morte diventa un annuncio della morte di Gesù. Colui che era stato il precursore di Gesù con il suo invito alla conversione, ora lo precede nella morte.
Dopo la vicenda del Battista vengono narrati alcuni episodi (14,22-15,20) che l’evangelista ricollega con fili sottili alla missione finale di Gesù: la moltiplicazione dei pani che rimanda alla cena e alla passione; la barca agitata dalle onde e Gesù che la raggiunge camminando sul mare, segno della vittoria di Gesù sul male e sulla morte, vittoria alla quale può partecipare il discepolo (Pietro) se vive nella fede; l’attività taumaturgica di Gesù (14,34-36 e 15,21-28) segno della salvezza universale che Gesù porta. All’interno di questi episodi abbiamo anche due controversie con i farisei e la loro religiosità rituale e legalistica. La fede della donna pagana viene lodata da Gesù (a questo episodio è dedicata la scheda biblica).
A partire dal capitolo 16 la narrazione matteana ci fa compiere un ulteriore passo verso il Calvario: per due volte, dopo la confessione di fede di Pietro (16,13-20) e dopo la trasfigurazione e la guarigione dell’epilettico (17,1-20), «Gesù annuncia ai discepoli che il cammino verso Gerusalemme sarà un percorso di sofferenza e di morte… A partire da questo momento infatti cessano i sommari con i quali Matteo aveva più volte messo in luce l’attività ricca di successi di Gesù di fronte al popolo» (G. Boscolo).
L’itinerario dunque che il presente fascicolo ci fa compiere è un itinerario affascinante: se il lettore avrà pazienza di seguire con attenzione le indicazioni dei vari interventi soprattutto riguardo alla strutturazione dei singoli episodi si sorprenderà dell’unità interna di queste narrazioni.
Fanno da sfondo le consuete rubriche che aiutano a comprendere il tema della “durezza del cuore”, del “puro e dell’impuro”, e infine il tema del “regno” e della conversione tra Antico e Nuovo Testamento. Il personaggio di Pietro ha in questa sezione una certa rilevanza: egli richiama al lettore la fede del discepolo e le sue difficoltà. Da segnalare infine la rubrica «Questioni aperte» nella quale si è affrontato il tema del rapporto tra Chiesa e Israele anche alla luce della recente preghiera del venerdì santo introdotta nella liturgia.