Nel precedente numero di Parole di vita abbiamo approfondito i capitoli 5-7 del Vangelo secondo Matteo, il cosiddetto discorso della montagna. Vi sono raccolti insegnamenti che Gesù ha probabilmente pronunciato in momenti diversi, ma l’abilità di Matteo li ha rielaborati facendone un discorso unitario. In questo numero leggeremo i capitoli 8-12, che non sono così omogenei come i precedenti; perciò apre il fascicolo un articolo di Gastone Boscolo, che offre una panoramica su questa sezione del Vangelo; i contributi seguenti ne approfondiranno alcune parti.
Anzitutto ancora un contributo di Boscolo, che presenta i capitoli 8-9 e approfondisce due dei dieci miracoli che vi sono raccontati. L’immagine d’insieme data da questi capitoli è grandiosa: niente può resistere al potere di Gesù, che sconfigge ogni tipo di malattia e di calamità. Eppure l’intento di questi racconti non è tanto decantare la grandezza di Gesù, quanto piuttosto rivelare che Dio è presente e operante attraverso di lui. Sulla scia dei segni profetici dell’Antico Testamento (ai quali è dedicato il contributo «Secondo le Scritture» di Guido Benzi), infatti, Gesù annuncia il regno di Dio non solo a parole ma anche con le opere, con la sua stessa vita.
I dieci miracoli contenuti nei capitoli 8-9 sono intervallati da episodi che hanno a tema la sequela. Un articolo di Annalisa Guida approfondisce la questione, riprendendo dai racconti di vocazione del capitolo quattro e aggiungendovi alcuni riferimenti alla chiamata di Matteo, narrata al capitolo 9. Il contributo «Matteo narratore», sempre a cura di Guida, continua il discorso offrendo una presentazione più completa dei discepoli-apostoli nell’intero Vangelo. Nel presentare i discepoli di Gesù, Matteo è meno spigoloso di Marco; non ne tace gli errori e le crisi, certo, ma allo stesso tempo smussa le critiche: il discepolato, in fondo, è possibile.
L’articolo di Carlo Broccardo analizza alcuni passaggi del discorso missionario, che occupa tutto il capitolo 10. Per far fronte alle tante necessità della gente, Gesù invita tutti i discepoli a pregare; e poi ne sceglie dodici, che manda perché si affianchino alla sua opera di salvezza. Il discorso è sproporzionato: solo poche righe per le indicazioni pratiche, mentre tutto il resto è una riflessione di Gesù su come la missione sia pericolosa e possa comportare persecuzione e morte. Gli apostoli, che hanno ricevuto la stessa autorità di Gesù, sono anche chiamati a condividerne la sorte tragica.
Un tono tragico è tenuto da Matteo ai capitoli 11-12, nei quali il conflitto tra Gesù e i suoi avversari cresce in modo esponenziale; da entrambe le parti si registrano parole di giudizio, come se i ruoli fossero ormai definiti. In questo contesto così teso, alcuni versetti del capitolo 11 stupiscono, perché Gesù pronuncia parole meravigliose: un’oasi di pace tra i deserti del rifiuto. L’articolo di Aldo Martin descrive il deserto dei capitoli 11-12 e invita a gustare la pace di 11,25-30.
Completano il fascicolo le rubriche ormai conosciute: la scheda biblica su Mt 8,1-17 (Serena Noceti); le riletture patristiche di Matteo a cura di Cristina Simonelli; un’intervista a un socio aggregato dell’Associazione biblica italiana per le questioni aperte («I miracoli nel quotidiano vivere e morire», a cura di Guido Benzi). Seguono due aggiornamenti in preparazione al prossimo Sinodo dei vescovi (Michelangelo Priotto) e sul Convegno nazionale dell’Apostolato biblico (Guido Benzi). In chiusura l’abituale vetrina biblica (Claudio Doglio) e la scheda sulla Bibbia nell’arte (Natale Maffioli).