Il diluvio universale, l’arca di Noè, la colomba con il ramo d’ulivo e l’arcobaleno: simboli celebri ed evocativi che hanno riempito la storia dell’arte, della letteratura, della fede sia ebraica che cristiana. Ma qual è il senso autentico e profondo di questo grande racconto biblico, conosciuto spesso più dalle immagini che la tradizione ci offre che da una lettura attenta e meditata del testo biblico?
In questo fascicolo presentiamo i capitoli 6-9 della Genesi, una sezione che ha al centro proprio il racconto del diluvio. In un primo articolo (G. Cappelletto) ci occuperemo della cornice di Gn 6-9: viene presentato prima di tutto il testo iniziale, l’intrigante piccolo brano relativo ai giganti e ai «figli di Dio» (Gn 6,1-4) e poi il testo conclusivo della sezione – Gn 9,18-28 – ovvero la storia di Noè e dei suoi figli dopo il diluvio, storia di maledizione e di benedizione insieme.
I due articoli più corposi di questo numero (entrambi di L. Mazzinghi) intendono presentare prima di tutto il grande testo di Gn 6,5-9,17 da un punto di vista letterario ed esegetico, poi, in un secondo articolo, il senso teologico di questo racconto. Scopriremo in modo particolare come la narrazione relativa al diluvio e all’arca di Noè non è tanto la storia di una terribile punizione divina, quanto piuttosto il compiersi della narrazione aperta in Gn 1: non soltanto Dio ha creato il mondo, ma anche promette di mantenerlo in vita, nonostante il peccato degli uomini. Il diluvio diviene così la storia di ciò che Dio avrebbe potuto fare – distruggere il mondo a causa della violenza dell’umanità – ma che Dio promette di non fare più in eterno; in Gn 9,8-17 il segno poetico di questa volontà universale di salvezza di Dio diviene l’arcobaleno.
Seguendo il progetto di questa annata dedicata a Gn 1-11 già ormai chiaro ai nostri lettori, un articolo ulteriore (G. De Virgilio) ci apre poi al significato che il racconto del diluvio acquista alla luce della figura di Gesù («Gesù compie le Scritture»). La scheda biblica a cura di S. Noceti, dedicata a Gn 9,8-17, permette ai gruppi biblici di trovare un buon punto di partenza per la loro riflessione e attualizzazione del testo biblico.
Una serie di rubriche completa questo numero e permette di allargare la riflessione sul diluvio: la rubrica dedicata al vicino Oriente antico (L. Mazzinghi) presenta la tavola XI del poema di Ghilgamesh, la grande epopea mesopotamica sul diluvio universale dalla quale il racconto biblico ha ripreso linguaggio e immagini. La rubrica di C. Simonelli offre una finestra aperta su alcune letture patristiche del racconto biblico del diluvio, mentre nella rubrica «Questioni aperte» l’intervista di G. Benzi si occupa del rapporto tra preoccupazione ecologica e tendenza al catastrofismo che certamente costituisce una buona attualizzazione del testo genesiaco.
Il numero è completato, come sempre, dalla rubrica relativa all’apostolato biblico (V. Bulgarelli), dalle recensioni e dalla rubrica «Bibbia nell’arte» (N. Maffioli).