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ELiber: E-book Religiosi e Testi Sacri
Evangeliario



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EDITORIALE
Donatella Scaiola

Il presente fascicolo costituisce la quarta tappa dell’itinerario di ri-scoperta e di approfondimento della cosiddetta «storia delle origini», i capitoli 1-11 del libro della Genesi. In realtà, ci eravamo già sicuramente resi conto, leggendo i numeri precedenti, che questi capitoli raccontano la storia di tutti, valida in ogni tempo, per cui anche oggi ci sentiamo interpellati da questa Parola che Dio continua a rivolgerci. Non stiamo infatti leggendo storie arcaiche, racconti di fatti avvenuti in un passato ormai avvolto dalle brume del tempo, eventi accaduti a qualcuno che ci sarebbe totalmente estraneo, ma, al contrario, come disse il profeta Natan al re Davide: «Tu sei quell’uomo!». Ciascuno di noi infatti è l’uomo o la donna di cui si sta parlando, e il racconto ha perciò lo scopo di illuminare il nostro presente.

Queste considerazioni di ordine generale ci paiono particolarmente pertinenti nel presente caso. Il fascicolo che presentiamo è infatti dedicato ai capitoli 4 e 5 della Genesi, che sviluppano ampiamente il tema della fraternità, a partire dal celeberrimo e complesso racconto di Caino e Abele, ma pure altre tematiche a prima vista meno attuali per noi, eppure ugualmente vitali. Molti versetti sono infatti dedicati a delle genealogie, che troviamo in entrambi i capitoli. Contrariamente all’impressione superficiale che possiamo avere, questi testi si rivelano di insospettata attualità. Essi parlano infatti delle nostre radici, ci invitano a scoprire la nostra identità mettendoci in collegamento con i nostri padri, in senso ampio.

In questa storia antica ci sono alcuni personaggi luminosi, come, ad esempio, Enoc, che «camminò con Dio» e per questa sua fede esemplare, egli non morì, ma fu preso da Dio. Ci sono altri personaggi che ci appaiono probabilmente più sgradevoli, come ad esempio Lamech, il figlio di Caino. Forse non ci fa piacere scoprire che in noi portiamo i geni di entrambi, eppure siamo invitati a fare i conti con questa realtà, a guardarla in faccia per imparare a riconoscere quanto c’è in noi e, dopo aver acquisito tale consapevolezza, per rendere più evidente la nostra somiglianza col Padre.

Di qui l’articolazione del presente fascicolo. In esso troviamo innanzitutto un articolo che commenta il racconto di Caino e Abele (Carlo Broccardo), e un secondo – dello stesso autore – che, prendendo spunto da questa pericope, approfondisce il tema della fraternità. Altri due articoli sono dedicati rispettivamente alla discendenza di Caino (Michelangelo Priotto) e al lungo capitolo 5, che contiene la genealogia dei patriarchi ante-diluviani (Donatella Scaiola). Il quinto articolo, riservato al compimento della Scrittura, mostra la ripresa neotestamentaria del tema (Giuseppe De Virgilio).

Seguono le abituali rubriche, dedicate al Antico Vicino Oriente, alle riletture patristiche nonché a delle questioni aperte – di particolare importanza il rapporto tra giustizia e violenza che viene in questa sede affrontato – e la scheda biblica.

Speriamo di essere riusciti a mostrare l’importanza dei testi commentati e dei temi da essi suscitati. Buona lettura!

 


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