Nell’ambito dei primi undici capitoli della Genesi, i testi iniziali sulla creazione hanno un ruolo e un’importanza fondamentali: ad essi perciò sono dedicati i primi tre fascicoli di Parole di vita con l’intento di presentare in modo esauriente il contenuto di queste famosissime pagine bibliche, che hanno prodotto nel mondo moderno tante questioni e fraintendimenti.
Al primo grandioso poema sul Dio creatore (Gn 1) fa seguito un secondo racconto della creazione, un unico grande quadro che, in due tavole distinte e contrapposte, tratteggia la situazione dell’umanità fra il progetto divino dell’armonia e la condizione storica della disarmonia. Nel fascicolo precedente tutta l’attenzione è stata rivolta al primo aspetto (Gn 2), mentre nel presente in stretta continuità con ciò che è già stato detto ci occupiamo del secondo aspetto (Gn 3): la libertà umana, messa alla prova, ha fallito; l’uomo ha travalicato il proprio limite umano, pretendendo di usurpare il ruolo divino, e si è scoperto «nudo»! Dio però non lo abbandona in potere della morte, ma va incontro all’Adamo nascosto e impaurito: perciò il fascicolo prende il titolo dalla domanda divina che cerca l’uomo.
Anzitutto è opportuno studiare in modo semplice, ma serio, l’intero capitolo, secondo i risultati della moderna esegesi che hanno permesso di chiarire meglio il profondo significato teologico da sempre attribuito a questa pagina: in tal modo si possono superare i luoghi comuni del diavolo e della mela, nonché una semplicistica visione del peccato originale. Il commento si sofferma sui dettagli, analizzando versetto per versetto la seconda tavola del dittico (Claudio Doglio).
Quindi tre approfondimenti teologici affrontano altrettante questioni sollevate da Gn 3. Il primo aspetto è proprio quello del peccato: l’umanità infatti si è mostrata incapace di essere responsabile della propria libertà e tuttavia il Signore Dio risponde a questo rifiuto rinnovando la propria misericordia (Luca Mazzinghi).
Il secondo approfondimento riprende la tematica dell’antropologia, già affrontata nel fascicolo precedente: la ribellione a Dio infatti produce conseguenze molto pesanti anche nei rapporti personali fra uomo e donna, al punto da poter parlare di dissoluzione della coppia. Ma il messaggio di Gn 3 culmina con la prospettiva di ricomposizione dell’unità, attraverso i simboli della maternità e della nudità rivestita (Michelangelo Priotto).
Infine, un articolo specifico viene dedicato ad un singolo versetto (Gn 3,15) che per la sua importanza teologica è stato definito «proto-vangelo», cioè primo annuncio di salvezza: le numerose interpretazioni che ne sono state date nel corso della storia sono un indizio del rilievo che svolge questa promessa divina (Pier Luigi Ferrari).
Proprio su tale impegno si sofferma l’articolo dedicato a Gesù come compimento delle Scritture, indicando nell’episodio evangelico del brigante crocifisso con Gesù un segnale che il «paradiso», da cui fu cacciato l’uomo, è riaperto grazie all’evento pasquale del Cristo (Guido Benzi). Come di consueto, infine, l’argomento è completato dalla scheda biblica e dalle varie rubriche.
Claudio Doglio