Il primo fascicolo di Parole di vita era dedicato a un’introduzione al Pentateuco e ai primi undici capitoli della Genesi, seguita dallo studio approfondito di Gn 1,1-2,4a: il primo racconto della creazione. Il presente fascicolo seguirà l’ordine del testo biblico, esaminando il secondo racconto, quello di 2,4b-25.
Gli studiosi sono ormai concordi sul fatto che i cc. 2 e 3 della Genesi non si possono leggere separatamente; formano infatti un’unica grande risposta al problema di sempre: chi è l’uomo? E perché c’è il male? Tuttavia, non potendo presentare in un unico fascicolo sia Gn 2 che Gn 3, tanto sono densi e complessi, abbiamo scelto di tenerli distinti. Nella loro unità, infatti, conservano ciascuno una dimensione specifica: il capitolo secondo presenta l’azione creatrice di Dio, il terzo si sofferma maggiormente sulla risposta dell’uomo.
Tenendo conto di questa premessa, il fascicolo inizia con un articolo di esegesi (Claudio Doglio), che intende presentare il testo complessivo dei cc. 2-3, per poi fermarsi nel dettaglio, versetto per versetto, sul c. 2. Seguono tre approfondimenti teologici, sui temi che emergono dallo studio del testo.
Il primo riguarda l’alleanza (Donatella Scaiola); come aveva fatto per la sua vicenda storica, infatti, così Israele fa per quella universale: in Gn 2-3 la storia dell’umanità intera è letta all’insegna della relazione con Dio, l’alleanza appunto.
Il secondo approfondimento mette in luce una tematica strettamente collegata: la sapienza (Luca Mazzinghi). Siamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda: accettare il limite posto da Dio (non mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male), ovvero accettare la propria condizione di creature, questa è la vera sapienza, quella che conduce alla vita.
Infine, un articolo è dedicato alla descrizione che la Genesi fa dell’uomo (Michelangelo Priotto): tratto dalla terra, è un essere fragile e limitato; ma è in lui il soffio di vita, che lo rende un essere vivente e ne segna una parentela indelebile con Dio. Così caratterizzato, l’uomo è creato non per la solitudine, ma per la relazione: «Non è bene che l’uomo sia solo» (2,18). Su questo aspetto relazionale, che dà il titolo all’intero fascicolo, si sofferma l’ultimo articolo, quello dedicato a Gesù (Guido Benzi): egli non è mai solo, perché ha una famiglia e stima la famiglia; ha amici, discepoli e addirittura donne che lo seguono; così dev’essere la sua comunità, che il Risorto manda ad annunciare il vangelo della relazione a tutti.
Il fascicolo è completato dalla scheda biblica (Serena Noceti) e dalle rubriche, che proseguono nell’itinerario iniziato con il numero precedente: testi di creazione dell’uomo nel Vicino Oriente Antico (Luca Mazzinghi), riletture patristiche (Cristina Simonelli), questioni aperte (Guido Benzi), apostolato biblico (Silvano Bulgarelli), vetrina biblica (Claudio Doglio), Bibbia nell’arte (Natale Maffioli). In particolare, la scheda biblica e le questioni aperte si interessano della creazione e del ruolo della donna, mettendo ancora in luce l’aspetto relazionale: non siamo creati per la solitudine, ma per rispecchiare e vivere la comunione trinitaria.