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ELiber: E-book Religiosi e Testi Sacri
Evangeliario



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EDITORIALE
Luca Mazzinghi

In quest’ultimo numero del 2005 ci congediamo dal libro dei Salmi presentando la parte che ancora mancava, ovvero i Sal 120-150. Ci troviamo al vertice del libro, nel cuore della lode che senz’altro è uno dei temi più importanti dell’intero Salterio.

Come sempre, ci introduce nel nostro cammino un articolo di Tiziano Lorenzin che presenta la coerenza interna di questa seconda parte del quinto libro del Salterio. Troviamo prima di tutto quindici salmi (120-134), detti «salmi delle ascensioni» o «delle salite». Seguono i due salmi pasquali del «grande Hallel» (135-136), un salmo dedicato al ricordo di Gerusalemme (137), un gruppo di salmi (138-145) centrati sulla figura regale, che servivano a ravvivare la speranza della comunità israelita dopo l’esilio. Il Salterio termina con cinque salmi alleluiatici (146-150) che costituiscono la grande lode conclusiva di tutto il libro.

All’interno di questi trentuno salmi, secondo il metodo che abbiamo seguito, alcuni sono stati scelti per una presentazione più approfondita.

Due articoli di Donatella Scaiola sono dedicati ai «salmi delle ascensioni». Il primo è una presentazione generale di questi quindici salmi brevi e molto noti a causa del loro frequente uso liturgico. Salmi di pellegrini in viaggio verso il tempio, che restano vitali anche per il cristiano, in cammino verso il regno di Dio. In un secondo articolo, l’autrice approfondisce il celebre Sal 130, noto nella tradizione cristiana come il De profundis, nel quale la consapevolezza del proprio peccato si mescola con l’attesa del perdono e dell’amore di Dio, attesa espressa con il suggestivo simbolismo della sentinella che guarda verso l’aurora.

Il Sal 137, «lungo i fiumi di Babilonia», è presentato da Luca Mazzinghi. L’articolo si sofferma su due aspetti importanti: il problema dell’imprecazione conclusiva contro i «piccoli» di Babilonia e soprattutto la tematica di Gerusalemme, che costituisce uno dei centri di interesse dell’intero Salterio.

Un articolo di Francesco Mosetto è dedicato all’altro noto Sal 139 («O Signore, tu mi scruti e mi conosci»); l’autore cerca in modo particolare di mettere in luce la lettura cristiana di questo salmo, alla luce del suo tema fondamentale, la fiducia in un Dio che tutto conosce.

Un ultimo articolo di Maria Rita Marenco Bovone analizza il Sal 148 come esempio di uno dei salmi di lode conclusivi. Del canto viene messa in luce l’importanza data alla creazione come luogo e motivo della lode divina. Anche in questo articolo, come nei precedenti, è dedicato un certo spazio alla possibilità di pregare con questo salmo come cristiani.

Tre «finestre» e quattro rubriche completano il nostro numero: queste ultime approfondiscono la simbologia di Gerusalemme e il problema dei salmi imprecatori, temi già introdotti nell’articolo sul Sal 137. La rubrica dedicata a I salmi e il Nuovo Testamento studia il Sal 118, mentre quella sulla Catechesi biblica è dedicata all’uso familiare dei salmi.

* * *

Nel prossimo anno 2006 Parole di vita dedicherà l’attenzione alla Lettera ai Romani: specialisti di Paolo ci aiuteranno a entrare in questo arduo ma affascinante testo di teologia cristiana. Concludiamo, per ricominciare! Quindi, un grazie di cuore agli autori che hanno collaborato con la rivista e a tutti i lettori che ci hanno seguito – e che invitiamo a confermarci la loro adesione rinnovando l’abbonamento – con fedeltà e interesse.

                                                                                           Luca Mazzinghi

 


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