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EDITORIALE
Michelangelo Priotto

Alla scoperta del libro dei Salmi

L’intera annata 2005 della rivista Parole di vita è dedicata allo studio del Salterio: «Noi nasciamo con questo libro nelle viscere. Un librettino: centocinquanta poesie, centocinquanta gradini eretti tra la morte e la vita; centocinquanta specchi delle nostre rivolte e delle nostre fedeltà, delle nostre agonie e delle nostre risurrezioni. Più che un libro, un essere vivente che parla...» (André Chouraqui).
È con questo spirito che siamo invitati in questo primo numero a entrare nel mondo del Salterio, per conoscere sì dei dati tecnici utili per la lettura e l’interpretazione, ma soprattutto per scoprire un compagno di viaggio lungo i sentieri dell’esistenza umana, perché i salmi sono come una partitura poetica della vita: con il loro aiuto la vita può essere plasmata e vissuta.
Introduce il discorso Luca Mazzinghi con un articolo sulla poesia dei Salmi. Si tratta di una sfida appassionante e delicata, perché il Salterio riserva sorprese sempre nuove ed è necessario entrare in un mondo che spesso conosciamo solo in superficie. Essi sono certamente preghiera, ma una preghiera che si esprime con la poesia. Questo giardino dei simboli che è il Salterio, caratterizzato da tratti tipici della poesia ebraica, invita l’orante a leggere il mondo e la storia come una realtà dotata di senso e allo stesso tempo come un mistero che il simbolo svela solo in parte, rinviando a un Altro che supera il simbolo stesso.
Nel secondo e terzo contributo Donatella Scaiola illustra la «porta» del Salterio e la sua chiusura. I Salmi 1 e 2 disegnano come prologo un unico modello, cioè una figura filiale e regale, riuscita e felice; si tratta del perfetto israelita, chiamato a esercitare la sua libertà in un’obbedienza piena alla torà. I Salmi 149 e 150 chiudono il Salterio in modo esemplare: il lamento è diventato lode e tutto converge nella lode perché il male è stato eliminato. Il redattore del Salterio ci invita, dunque, a percorrere una strada che va dall’obbedienza alla torà (Sal 1) a una lode assolutamente gratuita e completa (Sal 150).
Tiziano Lorenzin ci introduce poi a una lettura continua del Salterio. La nuova prospettiva della ricerca esegetica infatti, considera il libro dei Salmi non come un ripostiglio di testi singoli, ma una composizione formata da collezioni parziali, sorta con l’aiuto di specifiche tecniche di composizione, in modo che i singoli salmi ricevano un’ulteriore dimensione di significato e di importanza. I Salmi appaiono così come una torà fatta preghiera; una torà a motivo della loro articolazione in cinque libri e una preghiera perché di fronte ai conflitti, alle crisi e alle vittorie della vita il Salterio offre un modello di risposta personale al Signore.
Queste preghiere dei Salmi – ed è il contributo di Gianni Cappelletto – sono lo specchio della nostra vita, in particolare delle nostre rivolte e delle nostre fedeltà. Le diverse forme letterarie confluiscono in due atteggiamenti antitetici: lode e lamento appaiono così come i due poli del cammino della vita del salmista.
L’ultimo articolo di Michelangelo Priotto, infine, delinea succintamente la storia del Salterio a partire dalla sua collocazione nell’odierno canone biblico, fino alle domande riguardanti gli ambienti d’origine, gli autori, i tempi e la trasmissione del testo.
Una rassegna bibliografica – esclusiva di questo primo fascicolo – può aiutare il lettore a integrare lo studio sui salmi; le altre rubriche, invece, continueranno in tutta l’annata, approfondendo lo studio del simbolismo, l’interpretazione dei salmi nel Nuovo Testamento e la lettura liturgica che caratterizza l’orazione cristiana. Anche l’articolo di catechesi biblica, infine, si inserisce nell’argomento, proponendo un cammino di iniziazione alla preghiera con i salmi.

Michelangelo Priotto


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