Con questo fascicolo si chiude l’annata 2004 dedicata all’approfondimento del Vangelo secondo Giovanni. La sua lettura giunge ormai alla conclusione: dopo il racconto della passione, i cc. 20 e 21 sono interamente dedicati agli incontri con il Cristo risorto. Il titolo riprende la professione di fede che l’apostolo Tommaso esprime dopo l’incontro e l’evangelista propone come il vertice del cammino che il discepolo ha compiuto: «Mio Signore e mio Dio!».
L’articolo introduttivo accenna al rapporto fra il testo di Giovanni e gli altri tre Vangeli, offrendo come esemplificazione un confronto dei quattro modi con cui gli evangelisti iniziano i loro testi. A sua volta, poi, l’articolo di sintesi teologica ripete lo stesso titolo dell’intero fascicolo per evidenziare l’importanza del riconoscimento di fede.
Quindi, seguendo l’ordine narrativo del testo, vengono esaminati i grandi testi giovannei di questa sezione, a cominciare dall’emblematico episodio della visita al sepolcro vuoto di Maria di Magdala e dei due discepoli: la vista delle tele funebri e l’assenza del corpo di Gesù non sono sufficienti per giungere alla fede, ma solo l’incontro personale determina la conversione di colei che ha cercato con passione il Signore. Poi lo studio della scena di Tommaso mostra come sia possibile ancora incontrare personalmente il Cristo della gloria: rimanendo inseriti nella comunità ecclesiale, credendo alla testimonianza apostolica e accogliendo con l’intelligenza della fede la parola del Vangelo. In seguito viene presentato il racconto della pesca prodigiosa, che non parla di un ritorno dei discepoli al loro mestiere, quanto piuttosto della conferma della loro vocazione, affermando che la sequela di Cristo continua per i suoi discepoli e, proprio grazie alle loro azioni, il Risorto continua a rendersi presente nella sua Chiesa. Quindi si dedica particolare attenzione al confronto fra Pietro e il discepolo amato, nel finale del c. 21, probabilmente aggiunto a motivo della morte di questo discepolo e per una ricerca di dialogo tra le Chiese giovannee e quelle petrine.
Infine si ritorna all’inizio! Come i lettori ricordano, nel primo fascicolo di quest’anno non è stato trattato il Prologo, grande testo innico che apre il libro di Giovanni: proprio perché ha una solenne funzione di ouverture, si comprende meglio alla fine del percorso; viene, quindi, studiato in quest’ultimo fascicolo come gran finale, che rivela la sublimità della persona divina di Gesù Cristo.
Nella seconda parte del fascicolo le rubriche – come di consueto – cercano di integrare in vario modo lo studio esegetico, offrendo ulteriori approfondimenti per la conoscenza del quarto Vangelo. La meditazione di un monaco ritorna sulla scena della Maddalena che, all’alba del nuovo giorno, incontra finalmente il suo Maestro, dopo una ricerca appassionata che le ha chiesto di voltarsi profondamente nell’intimo per guardare verso di lui. Infine, la rubrica di catechesi biblica mostra come nel Vangelo di Giovanni si possano ritrovare gli esempi di quello che chiamiamo «primo annuncio», con le linee fondamentali valide anche per la nostra pastorale, riassunte in quattro verbi: accogliere, annunciare, motivare, aiutare a decidere.
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Nel prossimo anno 2005 – anno cinquantesimo di servizio ai lettori della Bibbia – Parole di vita presenterà l’intero libro dei Salmi: specialisti del Salterio ci aiuteranno a entrare in questo meraviglio libro di poesia e di preghiera. Un grazie di cuore, dunque, agli autori che hanno collaborato con la rivista e a tutti i lettori che ci hanno seguito con fedeltà e interesse.
Claudio Doglio