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ELiber: E-book Religiosi e Testi Sacri
Evangeliario



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IO SONO LA LUCE DEL MONDO
Claudio Doglio

Il terzo fascicolo è intitolato «Io sono la luce del mondo», perché è questa la tematica che emerge nei cc. 8-11 del Vangelo secondo Giovanni, a cui dedichiamo l’attenzione in questo tratto del nostro percorso.

Come chiave di lettura viene presentato il metodo «simbolico» con cui l’evangelista imposta il suo racconto, interpretando i fatti storici della vita terrena dell’uomo Gesù per comunicare ai suoi lettori il messaggio profondo e universale che da quei fatti emerge: egli è il grande segno di Dio, il simbolo che permette di ricomporre l’unità, il sacramento dell’incontro con Dio.

Seguendo poi l’ordine narrativo del testo, vengono presentati i grandi quadri giovannei di questa sezione, a cominciare dal discusso episodio dell’adultera non condannata. Il c. 8 mette in scena un grande scontro fra Gesù che si rivela come la luce del mondo e i giudei che si rifiutano di accettarlo, attaccandosi ostinatamente alla loro tradizione. Alle parole solenni con cui Gesù si qualifica come «Io Sono» fa seguito un fatto esemplificativo, uno splendido racconto simbolico, in cui il Cristo mostra la sua opera di Creatore: col fango e la saliva crea la possibilità di vedere per l’uomo che non ha mai potuto vedere. Il segno è connesso con la piscina di Siloe e richiama in modo vistoso la dinamica battesimale: la vicenda del cieco nato, quindi, diviene il simbolo dell’itinerario catecumenale di ogni credente.

Ai quei farisei che hanno chiuso gli occhi di fronte alla luce Gesù presenta l’enigma della porta e poi lo spiega, presentandosi come l’unica porta che possa mettere in comunicazione Dio con l’uomo. Inoltre, il discorso del c. 10 prosegue con l’immagine profetica del pastore: Gesù si attribuisce così il ruolo tipicamente divino del pastore, giacché egli è venuto perché abbiano la vita in abbondanza. Di nuovo al discorso programmatico fa seguito un segno esplicativo: il racconto del c. 11 narra, infatti, il settimo segno in cui il Messia fa tornare dai morti Lazzaro e guida a una matura professione di fede le sorelle del morto. Ma dare la vita all’amico costa la vita a Gesù: proprio a questo mira il segno giovanneo, a mostrare in anticipo il generoso e totale dono di sé compiuto dal Cristo.

La sintesi teologica, inoltre, ritorna sull’importante tema della luce, mettendo in evidenza il necessario incontro fra la rivelazione di Dio – che si offre all’uomo come luce nelle tenebre – e la disponibilità dell’uomo di tenere aperti gli occhi una volta che sono stati guariti.

Nella seconda parte del fascicolo le rubriche integrano in vario modo lo studio esegetico, offrendo ulteriori approfondimenti per la conoscenza del quarto Vangelo. Anzitutto viene data una bibliografia ragionata che presenta questa volta i commentari al Vangelo di Giovanni meno impegnativi e con impostazione più divulgativa; l’intervento di un monaco offre un esempio di meditazione sull’episodio del cieco nato, insistendo sulla ricchezza spirituale del «vedere»; infine, anche la rubrica di catechesi biblica affronta la lettura del c. 9 con l’intento di evidenziare in che cosa consista un itinerario di fede, applicando il racconto giovanneo alla dinamica dell’iniziazione cristiana.

Claudio Doglio


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